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Cosa sapere

Domande frequenti

Qui trovi le risposte alle domande più frequenti sulla terapia con ormoni bioidentici.

Terapia con ormoni bioidentici

Esami e controlli

Quando devo ripetere gli esami durante il percorso terapeutico?

Anche il monitoraggio degli esami viene personalizzato.

La tipologia degli esami da ripetere e la loro frequenza non sono uguali per tutti, ma vengono stabilite di volta in volta in base alla terapia in corso, alla risposta individuale, ai sintomi, ai risultati precedenti e all’andamento clinico complessivo.

Sarà quindi mia cura indicare quali esami effettuare e quando ripeterli, generalmente questa informazione viene data durante la visita.

Questo fa parte dell’approccio di medicina personalizzata: non viene personalizzata soltanto la terapia, ma anche il modo in cui viene monitorata nel tempo.

Quali esami devo ripetere?

La lista degli esami da eseguire vi viene fornita durante la visita: è opportuno che conserviate con cura tutta la documentazione per non perderla.

Generalmente devono essere ripetuti gli esami contrassegnati con la dicitura “controllo”.

Prima di iniziare ad assumere gli ormoni devo aspettare di averli tutti?

No. Può iniziare la terapia in base alla disponibilità dei singoli ormoni.

(NB: a meno che non le abbiano asportato l’utero, NON inizi mai l’estradiolo senza aver assunto progesterone).

Devo sospendere gli ormoni prima degli esami di controllo?

Poiché lo scopo degli esami è valutare i livelli ormonali durante la terapia, generalmente è preferibile non sospendere gli ormoni prima del prelievo.

È tuttavia importante ricordare che i valori ottenuti durante una terapia ormonale devono essere interpretati nel contesto del trattamento in corso e possono quindi apparire insoliti a chi non conosce la terapia prescritta.

A che ora dovrei effettuare gli esami in base alla terapia prescritta?

Generalmente il momento migliore per effettuare il prelievo è circa 5 ore dopo l’assunzione degli ormoni del mattino, ad eccezione della tiroide secca, quando prescritta, che NON va assunta prima del prelievo.

Poiché alcuni laboratori non effettuano prelievi oltre una certa ora, occasionalmente può essere necessario anticipare l’assunzione mattutina per rispettare la corretta tempistica del prelievo oppure, se impossibile, non assumere la terapia prima di eseguire il prelievo.

Perché devo ripetere gli esami se mi sento bene con la terapia?

Sentirsi bene è certamente importante, ma non è l’unico parametro utilizzato per valutare l’andamento della terapia.

Gli esami permettono di verificare la risposta dell’organismo al trattamento e di controllare alcuni parametri che possono modificarsi anche in assenza di sintomi.

Sintomi, esami e valutazione clinica, considerati insieme, permettono di stabilire se la terapia può essere mantenuta invariata o se necessita di ulteriori aggiustamenti.

I valori degli ormoni sono “nel range”: perché allora può essere necessario modificare la terapia?

Il semplice fatto che un valore rientri nel range di laboratorio non significa necessariamente che la terapia sia adeguata per quella specifica persona.

I risultati devono essere interpretati insieme ai sintomi, alla risposta clinica, alla terapia assunta e al momento in cui è stato effettuato il prelievo.

La terapia viene quindi personalizzata sulla base della valutazione complessiva e non di un singolo valore di laboratorio.

Se un valore ormonale risulta alto significa necessariamente che sto assumendo una dose eccessiva?

No, non necessariamente.

Un valore ormonale deve essere interpretato nel contesto della terapia in corso, considerando il tipo di ormone, il dosaggio, la via di somministrazione e il momento in cui è stato effettuato il prelievo rispetto all’assunzione.

Per questo motivo, un singolo valore non è sufficiente per stabilire autonomamente che il dosaggio sia eccessivo. Gli esami devono essere valutati insieme alla risposta clinica e alla terapia prescritta durante la visita di controllo.

Esami e ciclo mestruale: quando è meglio effettuarli?

Non esiste un giorno migliore di un altro per effettuare gli esami, può eseguirli quando le torna meglio, seguendo le indicazioni ricevute a visita.

Inizio e personalizzazione della terapia

È meglio iniziare tutti gli ormoni contemporaneamente?

Per poter individuare più facilmente l’eventuale comparsa di disturbi legati a una specifica assunzione, generalmente è preferibile introdurre un ormone alla volta, attendendo circa 4–5 giorni prima di aggiungere il successivo.

In genere consiglio di iniziare con il progesterone, successivamente, quando prescritta, con la tiroide secca e poi con l’estradiolo.

Ho visto che un’altra persona assume ormoni, dosaggi o vie di somministrazione diversi dai miei. Perché?

La terapia con ormoni bioidentici è strettamente personalizzata sulla base delle esigenze individuali e della situazione clinica.

È quindi del tutto normale che la sua terapia sia diversa da quella prescritta a un’altra persona.

Perché il dosaggio prescritto a me può essere molto diverso da quello prescritto a un’altra persona?

Perché la terapia ormonale è una terapia personalizzata.

Persone diverse possono avere esigenze, sintomi, risposta al trattamento e modalità di assorbimento differenti. Per questo motivo non esiste un dosaggio uguale per tutti e confrontare la propria prescrizione con quella di un’altra persona può essere fuorviante.

Il dosaggio viene stabilito e, quando necessario, modificato sulla base della risposta individuale, della valutazione clinica e degli esami.

È vero che i bioidentici si trovano anche in farmacia sotto forma di specialità medicinali?

È vero: esistono anche farmaci bioidentici prodotti industrialmente e regolarmente disponibili in commercio.

La scelta tra un farmaco commerciale e una preparazione galenica viene effettuata di volta in volta in base alle caratteristiche della persona, al tipo di ormone necessario, alle formulazioni disponibili e agli obiettivi della terapia.

I farmaci commerciali sono disponibili in formulazioni e dosaggi prestabiliti, che in molti casi possono essere perfettamente adeguati. In altre situazioni può invece essere utile ricorrere a una preparazione galenica, che permette di modulare con maggiore precisione il dosaggio, la formulazione o la modalità di somministrazione.

Non esiste quindi una scelta valida per tutti: viene utilizzata la formulazione ritenuta più appropriata per costruire una terapia il più possibile personalizzata, rivalutandola nel tempo quando necessario.

Ho visto o sentito che altre persone assumono gli ormoni in crema. Perché io no?

La via di somministrazione viene scelta in base all’ormone e alle esigenze individuali.

Generalmente viene privilegiata la somministrazione per via orale. Se desidera valutare una diversa via di somministrazione, potremo discuterne durante la visita.

NB: il progesterone in crema non garantisce protezione.

Una mia amica assume anche l’estriolo, ma io non lo trovo nelle mie prescrizioni. Perché?

L’estriolo è uno dei tre estrogeni presenti durante l’età fertile ed è molto meno potente dell’estradiolo che sta già assumendo.

Nella sua terapia non ne è stata ritenuta necessaria l’aggiunta.

Perché nel corso del tempo può essere necessario modificare la terapia?

Le esigenze dell’organismo possono cambiare nel tempo e la risposta alla terapia non è necessariamente sempre la stessa.

Possono modificarsi i sintomi, i valori degli esami, le condizioni cliniche o le necessità individuali.

Per questo motivo la terapia viene periodicamente rivalutata e, quando necessario, ulteriormente personalizzata sulla base della visita di controllo e degli esami prescritti.

Assunzione della terapia

Ho dimenticato di assumere una capsula o di applicare la crema. Cosa devo fare?

Nulla di particolare. Riprenda normalmente la terapia secondo lo schema prescritto, senza cercare di recuperare la dose dimenticata.

Posso assumere gli ormoni durante il ciclo mestruale?

Sì.

Il progesterone è anticoncezionale?

Assolutamente NO.

Posso continuare la terapia se ho la febbre o un’influenza?

Sì. In caso di febbre alta, superiore a 38,5 °C, per più di 24 ore, sospenda la tiroide.

Gli altri ormoni possono generalmente essere proseguiti, salvo diversa indicazione o presenza di problemi gastrointestinali.

Posso assumere i miei integratori abituali insieme agli ormoni?

Generalmente sì.

Gli integratori contenenti ferro o multivitaminici devono però essere assunti ad almeno 3–4 ore di distanza dalla tiroide secca.

Vitamina D, omega-3, probiotici e altri integratori possono invece essere assunti liberamente.

Se ho vomitato dopo aver assunto una capsula, devo riprenderla?

Se sono trascorsi meno di 30 minuti, è probabile che la capsula non sia stata completamente assorbita e può essere assunta nuovamente.

Se è trascorso più tempo, attenda la dose successiva.

Cosa succede se salto più giorni consecutivi di terapia?

Se dimentica una o due dosi occasionalmente, non è necessario recuperarle: riprenda normalmente la terapia.

Gli ormoni bioidentici affaticano il fegato? È normale avvertire una sensazione di pesantezza?

L’estradiolo bioidentico e il progesterone micronizzato non affaticano il fegato nel senso comunemente attribuito a questa espressione e non sono generalmente associati a tossicità epatica quando utilizzati correttamente.

Il fegato metabolizza fisiologicamente gli ormoni, compresi quelli prodotti naturalmente dal nostro organismo. Questo processo non rappresenta di per sé un sovraccarico o un danno epatico.

È importante distinguere gli ormoni bioidentici dagli estrogeni sintetici e dai progestinici, che presentano caratteristiche farmacologiche e metaboliche differenti.

La sensazione di pesantezza addominale non è necessariamente collegata alla terapia ormonale e può dipendere da disturbi digestivi, intestinali o biliari. In presenza di sintomi persistenti è opportuno approfondirne la causa, evitando di attribuirli automaticamente agli ormoni bioidentici.

Sintomi ed effetti durante la terapia

Mi sento gonfia/o. Sto ingrassando?

Soprattutto nelle prime fasi della terapia può comparire ritenzione idrica.

Quando si verifica, è generalmente transitoria e tende a risolversi entro circa un mese.

Si tratta quindi di liquidi e non necessariamente di un aumento della massa grassa.

Ho notato che un determinato ormone sembra provocare un disturbo. È possibile?

Le persone possono reagire in modo diverso alla terapia.

Per capire se un determinato sintomo sia effettivamente correlato a uno specifico ormone è necessario valutarne l’andamento e, quando indicato, considerare una sospensione temporanea o una modifica della terapia.

Da ricordare che l’estradiolo non va mai assunto senza progesterone nelle donne con utero.

È possibile che il progesterone provochi ritenzione idrica?

Generalmente il progesterone tende ad avere l’effetto opposto.

In alcuni casi, tuttavia, durante il primo mese di terapia può comparire ritenzione idrica. Quando accade, si tratta generalmente di un fenomeno transitorio che tende a risolversi entro circa un mese.

È possibile che qualche ormone provochi stitichezza?

Il progesterone può essere associato alla comparsa di stitichezza.

È possibile che la pelle si irriti applicando le preparazioni galeniche in crema?

Alcune basi utilizzate per preparare le creme ormonali possono irritare la cute, soprattutto nelle zone più sensibili.

In questi casi può essere utile cambiare o alternare il sito di applicazione.

Nota: la cute del braccio è più spessa e può quindi richiedere una quantità maggiore di crema. Ad esempio, se viene utilizzato un click sulla vulva o sui testicoli, sul braccio possono essere necessari due click.

La mattina mi sveglio intontita/o. Da cosa può dipendere?

Se sta assumendo progesterone, la sensazione di sonnolenza mattutina può dipendere dal suo effetto sedativo.

Può provare ad anticipare progressivamente l’orario dell’assunzione serale. Ad esempio, se normalmente assume il progesterone alle 22:30, può provare ad anticiparlo alle 21:30 o alle 20:00.

Tenga presente che poco dopo l’assunzione può comparire sonnolenza.

Mi sembra che il progesterone abbia l’effetto opposto e mi faccia dormire meno. Cosa posso fare?

Può provare ad anticipare l’orario di assunzione (es: se normalmente prende il progesterone alle ore 22, magari anticipare alle 21, oppure alle 20 e così via).

NB: da ricordare che il progesterone assunto per bocca può dare sonnolenza PERTANTO non è consigliato mettersi alla guida di mezzi su strada (dopo averlo assunto).

Diversamente, considerare con il proprio medico di cambiare via e modalità di assunzione (es: losanghe sublinguali oppure ovuli vaginali).

È normale avere benefici altalenanti nei primi mesi?

Sì. Nei primi mesi è possibile percepire miglioramenti non ancora costanti, prima di raggiungere una maggiore stabilizzazione della risposta alla terapia.

Ho iniziato la terapia da poco ma non avverto ancora benefici. Quanto tempo devo aspettare?

La risposta alla terapia è molto soggettiva.

Alcune persone avvertono i primi benefici già nelle prime settimane, mentre per altre è necessario più tempo. Inoltre, non tutti i sintomi migliorano con la stessa velocità.

È quindi importante seguire la terapia prescritta senza modificarla autonomamente e attendere la visita di controllo. In quella sede, sulla base dei sintomi e degli esami richiesti, valuteremo la risposta al trattamento e l’eventuale necessità di personalizzarlo ulteriormente.

Ho iniziato la terapia e inizialmente ho notato benefici, ma dopo alcuni mesi mi sembra che siano diminuiti. È normale?

Dipende. La terapia con ormoni bioidentici deve essere personalizzata e può richiedere aggiustamenti nel tempo.

Se i benefici inizialmente percepiti sembrano ridursi, sarà necessario rivalutare la situazione durante la visita di controllo, insieme agli esami prescritti. In quella sede potremo stabilire se e come personalizzare ulteriormente la terapia in base alla risposta individuale.

Alcuni sintomi sono migliorati, mentre altri sono rimasti. Significa che la terapia non sta funzionando?

No. Ogni sintomo può rispondere alla terapia in modo diverso e con tempi differenti. Il miglioramento di alcuni disturbi rappresenta già una risposta al trattamento, mentre quelli ancora presenti dovranno essere rivalutati.

Durante la visita di controllo, sulla base dei sintomi e degli esami prescritti, valuteremo se sia necessario personalizzare ulteriormente la terapia o se i disturbi persistenti possano dipendere anche da altre cause.

Dopo aver iniziato o modificato la terapia sono comparsi nuovi sintomi. Devo preoccuparmi?

Non necessariamente. Dopo l’inizio o una modifica della terapia possono comparire nuovi sintomi, che non sempre sono direttamente correlati al trattamento.

È importante non modificare o sospendere autonomamente la terapia. I nuovi sintomi verranno valutati in base alla loro natura, intensità e durata e, quando necessario, approfonditi durante la visita di controllo.

Posso modificare autonomamente la dose degli ormoni se non mi sento bene o se ricompaiono i sintomi?

No. La terapia non deve essere modificata autonomamente. La ricomparsa di un sintomo non significa necessariamente che sia necessario aumentare o diminuire la dose di un ormone.

Qualsiasi modifica deve essere valutata durante la visita, tenendo conto dei sintomi, degli esami e della risposta individuale al trattamento.

Mi è comparso dello spotting, simile a una mestruazione. È normale?

Sì, può accadere e può rappresentare un effetto transitorio.

Se lo spotting dovesse persistere, può essere indicato interrompere l’estradiolo per alcuni giorni e successivamente reintrodurlo.

Ho spotting e, avendo un fibroma, sono preoccupata che possa essere quello a sanguinare. Cosa devo fare?

Se lo spotting persiste nonostante l’interruzione temporanea dell’estradiolo e la sua successiva reintroduzione, è opportuno effettuare una visita ginecologica con ecografia transvaginale di controllo.

Se il sanguinamento persiste, sospendere estradiolo e contattarmi. Nel caso sarà da effettuare un controllo ravvicinato per eventuale ottimizzazione della terapia in corso.

Ho tensione mammaria e talvolta dolore al seno. È normale?

Sì, può rientrare tra i sintomi transitori.

Può provare ad assumere l’estradiolo a stomaco pieno.

Interazioni con farmaci e altri trattamenti

Gli ormoni interferiscono con altri farmaci?

Generalmente non si verificano interazioni negative con gli altri farmaci.

Alcuni medicinali, tuttavia, possono interferire con l’assorbimento degli ormoni assunti per via orale. È il caso, ad esempio, degli inibitori di pompa protonica, come pantoprazolo, lansoprazolo o esomeprazolo, che possono ridurne l’assorbimento e quindi la concentrazione nel sangue.

Posso continuare la terapia durante un intervento chirurgico o un ricovero?

In caso di intervento chirurgico programmato o di ricovero ospedaliero è importante informare il medico della terapia in corso, ma l’ultima parola spetterà all’anestesista responsabile dell’intervento.

Interruzione della terapia

Cosa succede se interrompo la terapia con gli ormoni bioidentici?

Con l’interruzione della terapia possono progressivamente venir meno i benefici ottenuti e può verificarsi una ricomparsa dei sintomi presenti prima dell’inizio del trattamento.

Posso interrompere la terapia in qualsiasi momento?

Sì. È comunque preferibile valutare l’eventuale sospensione della terapia nell’ambito del percorso medico.

La terapia ormonale bioidentica deve essere assunta per sempre?

Non esiste una durata prestabilita uguale per tutti.

La terapia viene personalizzata e rivalutata nel tempo in base alla risposta individuale, ai sintomi, agli esami e alle eventuali variazioni delle condizioni cliniche.

Non esiste un’età alla quale la terapia debba essere automaticamente sospesa: se continua a essere indicata e a garantire benefici, può essere proseguita nel tempo nell’ambito di un adeguato monitoraggio medico.

Se sto bene, posso sospendere gli ormoni?

Il fatto di stare bene può essere proprio il risultato della terapia.

Per questo motivo non è consigliabile sospendere autonomamente gli ormoni quando i sintomi sono migliorati o scomparsi.

È normale che, sospendendo gli ormoni, tornino dolori articolari, disturbi del sonno o altri sintomi?

Sì, può accadere. Se determinati sintomi erano migliorati grazie alla terapia ormonale, la sua sospensione può determinarne la ricomparsa.

Questo può riguardare non soltanto vampate e sudorazioni, ma anche disturbi del sonno, dolori articolari e muscoloscheletrici, sintomi genitourinari e altri disturbi correlati alla carenza ormonale.

Per questo motivo è importante non sospendere o modificare autonomamente la terapia, ma valutare eventuali cambiamenti durante la visita.

Obiettivi della terapia

La terapia ormonale serve soltanto per le vampate e i sintomi della menopausa?

No. La menopausa non riguarda soltanto le vampate. La riduzione degli ormoni può avere effetti su diversi tessuti e apparati, influenzando, ad esempio, il sonno, l’umore, la funzione sessuale e genitourinaria, le ossa e, in alcune donne, il benessere muscoloscheletrico e la salute cardiovascolare.

La terapia ormonale, quando indicata, ha quindi un ruolo che va oltre il semplice controllo delle vampate e viene personalizzata in base alle caratteristiche e alle esigenze della singola donna.

Farmacie e preparazioni galeniche

Dove posso acquistare gli ormoni bioidentici galenici?

Qualsiasi farmacia dotata di un laboratorio galenico adeguato dovrebbe essere in grado di preparare gli ormoni bioidentici prescritti.

Come scelgo la farmacia alla quale rivolgermi?

Durante il colloquio le è stata fornita una lista di farmacie che preparano le terapie prescritte, tuttavia se lo preferisce può rivolgersi a qualsiasi farmacia galenica di sua scelta che sia in grado di preparare le prescrizioni.

Può richiedere preventivi alle farmacie galeniche che ritiene valide e di sua fiducia e scegliere liberamente quella alla quale preferisce rivolgersi.

Resta naturalmente libera/o di acquistare i preparati presso qualsiasi farmacia ritenga più comoda o conveniente, anche se non presente nell’elenco eventualmente fornito.

Le farmacie consigliate hanno, in base alla mia esperienza, un ottimo rapporto qualità/prezzo. Non possiamo garantire la stessa qualità di farmacie non di nostra conoscenza.

Conservazione e viaggi

Come devo conservare correttamente gli ormoni?

Le capsule e le losanghe devono essere conservate in un luogo fresco e asciutto e, salvo diversa indicazione, non devono essere tenute in frigorifero.

Le creme devono essere conservate lontano da fonti di calore e dalla luce diretta.

In estate è importante evitare di lasciare i preparati in automobile o in borse esposte al sole.

Posso viaggiare all’estero con gli ormoni bioidentici?

Sì, ma è consigliabile adottare alcune precauzioni:

  • portare con sé una copia della prescrizione medica;
  • conservare creme, capsule e altri preparati nelle confezioni originali, chiaramente etichettate;
  • evitare, quando possibile, di lasciare i prodotti nella valigia da stiva, soprattutto in presenza di temperature molto alte o molto basse.

Visite di controllo

Perché è necessaria una visita di controllo se ho già effettuato gli esami e posso inviarli via email?

Gli esami rappresentano soltanto una parte della valutazione.

Per stabilire se la terapia sia adeguata o necessiti di modifiche è necessario considerare insieme i risultati degli esami, i sintomi, i benefici ottenuti, eventuali nuovi disturbi e l’andamento clinico complessivo.

L’invio degli esami tramite email, quindi, non può sostituire la visita di controllo né rappresenta la sede appropriata per modificare la terapia.

Ogni quanto è necessario effettuare una visita di controllo durante la terapia?

La frequenza dei controlli viene stabilita individualmente in base alla terapia e all’andamento clinico.

Posso rinnovare le prescrizioni senza effettuare la visita di controllo?

Generalmente è sconsigliato, in quanto è sempre necessaria un’attenta valutazione medica e il solo rinnovo non tiene conto del quadro clinico complessivo.

In ogni caso, è garantito un unico rinnovo straordinario a pagamento (60 €); successivamente sarà obbligatorio effettuare una visita di controllo, pena la sospensione della terapia e delle relative prescrizioni.

Messaggi, email e modifiche della terapia

Posso chiedere una modifica della terapia tramite email senza effettuare una visita?

No.

Le modifiche della terapia richiedono una valutazione medica e devono essere effettuate durante una visita di controllo.

Per i pazienti che hanno sottoscritto l’abbonamento, i servizi di messaggistica sono destinati esclusivamente a brevi comunicazioni riguardanti la terapia in corso. Non sostituiscono in alcun modo la visita medica e non consentono la rivalutazione o la modifica del piano terapeutico.

Si precisa che l’invio di email non garantisce tempi di risposta certi né la presa in carico della richiesta.

Quali richieste possono essere gestite tramite messaggio e quali richiedono invece una visita?

Per i pazienti che hanno attivato l’abbonamento, tramite messaggio possono essere gestite domande brevi e chiarimenti relativi alla terapia già prescritta e in corso.

È invece necessaria una visita quando la richiesta comporta:

  • una rivalutazione della situazione clinica;
  • l’interpretazione di nuovi esami;
  • la comparsa di una nuova problematica;
  • la necessità di modificare dosaggi, farmaci o schema terapeutico.

Il servizio di messaggistica previsto dall’abbonamento rappresenta quindi un supporto durante il percorso terapeutico, ma non sostituisce la visita di controllo.

Prescrizioni e rinnovi

Quanto costa una prescrizione richiesta al di fuori della visita?

Vengono rinnovate a pagamento, tramite email o area riservata, esclusivamente le ricette già previste dal piano terapeutico. Le prescrizioni di nuovi farmaci o modifiche non possono essere richieste a distanza, ma devono essere stabilite esclusivamente durante una visita di controllo.

Il costo per ogni richiesta straordinaria di prescrizione non discussa in visita è di 60 € (prestazione una tantum, successiva a cui è comunque necessaria una visita di controllo).

Se ho terminato un farmaco e non ho ancora effettuato il controllo, posso comunque richiedere la prescrizione?

Se il farmaco è terminato, verosimilmente è già arrivato il momento di effettuare la visita di controllo e gli esami prescritti.

Tuttavia, per evitare di interrompere la terapia, è possibile contattare la segreteria e richiedere il rinnovo della prescrizione, che verrà gestito come prestazione separata a pagamento.

Il rinnovo della ricetta non sostituisce però la visita di controllo, che dovrà comunque essere effettuata nei tempi indicati per poter rivalutare e proseguire correttamente la terapia.

Che validità ha la prescrizione che ho ricevuto durante la visita?

La ricetta ha una validità di 6 mesi.

Tiroide secca

Posso avere effetti collaterali con l’assunzione di Tiroide Secca?

Per quanto riguarda i possibili effetti indesiderati della tiroide secca, fatta eccezione per eventuali sensibilità individuali al prodotto o ai suoi eccipienti, questi sono principalmente correlati a un dosaggio non adeguato, in particolare se eccessivo.

In questi casi possono comparire sintomi riconducibili a un eccesso di ormoni tiroidei, come tachicardia, tremori, agitazione, nervosismo o ansia.

È importante quindi distinguere gli effetti legati a un eccesso di ormoni tiroidei da eventuali reazioni specifiche al preparato. Per questo motivo, la terapia deve essere personalizzata e monitorata nel tempo, tenendo conto sia degli esami di laboratorio sia della risposta clinica del paziente.

Ho fatto gli esami della Tiroide e il TSH è troppo basso. Devo preoccuparmi?

Durante il trattamento con tiroide secca, il TSH può ridursi notevolmente, fino a diventare anche completamente soppresso. Un TSH molto basso, quindi, non indica necessariamente un eccesso di terapia né significa automaticamente che lei abbia sviluppato un ipertiroidismo.

È fondamentale valutare il quadro nel suo insieme, considerando i valori di FT3 e FT4, l’eventuale comparsa di sintomi come tachicardia, tremori, agitazione o ansia e la risposta individuale al trattamento.

È importante ricordare che il giorno degli esami è preferibile effettuare il prelievo prima di assumere la tiroide secca, prendendo la dose abituale soltanto dopo il prelievo, secondo le indicazioni ricevute durante la visita.

Ho il TSH a 0, mi devo preoccupare?

Durante una terapia con tiroide secca, il TSH può arrivare a valori molto bassi o persino azzerarsi, senza che questo significhi necessariamente che il paziente sia in una condizione di ipertiroidismo.

Nel caso di una terapia con tiroide secca, invece, è importante distinguere la soppressione del TSH da un effettivo eccesso di ormoni tiroidei. L’assenza di sintomi di ipertiroidismo e valori di FT3 e FT4 nella norma sono elementi rassicuranti.

Da quando ho iniziato la terapia con la tiroide secca mi sono apparsi alcuni sintomi che prima non avevo. Possono essere effetti collaterali o dipendere dalla terapia?

Quando si inizia una nuova terapia, è naturale prestare maggiore attenzione ai cambiamenti del proprio organismo e, di conseguenza, collegare al trattamento qualsiasi sintomo che compare successivamente. Tuttavia, non tutti i disturbi che si manifestano dopo l’inizio della terapia sono necessariamente causati dalla tiroide secca. È importante distinguere una semplice coincidenza temporale da un’effettiva relazione con il farmaco.

Come per qualsiasi medicinale, possono verificarsi reazioni individuali al preparato o ai suoi eccipienti. Inoltre, poiché la tiroide secca contiene sia T4 sia T3, un dosaggio eccessivo o una particolare sensibilità agli ormoni tiroidei possono determinare sintomi come palpitazioni, tachicardia, tremori, nervosismo, ansia, insonnia, sudorazione eccessiva, intolleranza al caldo o alterazioni intestinali. Questi disturbi possono comparire anche in maniera intermittente, soprattutto in relazione all’assorbimento del T3, e non devono necessariamente essere accompagnati da una tachicardia continua.

Quando i sintomi dipendono da un eccesso di ormoni tiroidei, generalmente migliorano dopo un adeguamento della terapia, secondo le indicazioni del medico. È altrettanto importante ricordare che molti disturbi possono avere cause completamente indipendenti dalla tiroide e richiedere quindi ulteriori approfondimenti.

Per questo motivo, la comparsa di nuovi sintomi non deve portare automaticamente a sospendere la terapia, ma neppure a escludere un possibile collegamento con essa. È sempre opportuno valutare la natura dei disturbi, il momento della loro comparsa, il dosaggio assunto e gli esami ormonali, così da stabilire se sia necessario modificare il trattamento oppure ricercare altre cause.

Peso e capelli

Molti sintomi sono migliorati grazie alla terapia ma ancora non sono riuscita a perdere peso, come mai?

La terapia con ormoni bioidentici ha l’obiettivo di ripristinare un migliore equilibrio ormonale e contribuire al miglioramento dei sintomi legati a eventuali carenze o squilibri. Il miglioramento del benessere generale non si accompagna necessariamente a una perdita di peso immediata.

Il peso corporeo, infatti, dipende da numerosi fattori, tra cui il metabolismo, la composizione corporea, l’alimentazione, l’attività fisica, la qualità del sonno e l’eventuale presenza di insulino-resistenza. Il riequilibrio ormonale può favorire condizioni metaboliche più favorevoli, ma la terapia non rappresenta di per sé un trattamento dimagrante e non è possibile stabilire in anticipo quando o se si verificherà una riduzione del peso.

Se gli altri sintomi sono migliorati, significa che alcuni obiettivi terapeutici sono stati raggiunti. Qualora il peso rimanga invariato, sarà utile approfondire gli altri fattori che possono ostacolare il dimagrimento, così da personalizzare ulteriormente la terapia e apportare ulteriori modifiche allo stile di vita.

Da quando ho iniziato la terapia con ormoni bioidentici ho notato un’abbondante caduta dei capelli. Può dipendere dagli ormoni?

La caduta dei capelli, soprattutto nella donna, può essere legata a numerosi fattori e non necessariamente alla terapia ormonale in corso. Tra le possibili cause troviamo carenze nutrizionali, alterazioni della funzionalità tiroidea, insulino-resistenza, stress, cambiamenti ormonali e altre condizioni che possono influenzare il normale ciclo di crescita del capello.

Anche eventuali variazioni dei livelli ormonali legate alla terapia possono avere un ruolo, ma non è possibile stabilire un rapporto di causa-effetto senza un’adeguata valutazione.

Sarà quindi opportuno approfondire questo aspetto durante la visita di controllo, valutando il quadro clinico complessivo e gli eventuali esami necessari, così da individuare le possibili cause e intervenire in maniera mirata.

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